Cosa Visitare
 
COSA VISITARE (In Costruzione)-
Pagina 2: Palazzi e castelli
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Il Castello Visconteo
   
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Più che un castello feudale, all'imbocco dell'alta valle del Curone, era un edificio fortificato. I Visconti di Tortona vi avevano posto un presidio militare per controllare e proteggere il traffico delle carovane, che andavano da Piacenza al mare genovese, e viceversa; ed era anche posto di guardia per il vicino confine con la Repubblica di Genova.
Che sia stato un fortilizio è dimostrato dal torrione, dagli angoli fatti di grosse pietre squadrate con lo scalpello, da molte feritoie e mensole in pietra, che sostenevano le torrette di guardia per le sentinelle: una verso la VaI Curone e l'altra verso la VaI Museglia.
Quando poi il territorio tortonese fu unito al Piemonte e quando scomparve la Repubblica di Genova, terminò anche la funzione di S.Sebastiano come posto di confine dello Stato di Milano, per cui nella prima metà del sec. XIX il vecchio fortilizio venne adattato ad abitazione subendo in seguito modifiche ed aggiunte.
Attualmente l'edificio è ancora bene conservato nei robusti muri esterni: l'interno non ha più nulla di antico, è quello di una dimora ricca ed elegante ottocentesca di paese; accanto ad antichi reperti archeologici della VaI Curone. Conserva importanti documenti e memorie di illustre famiglie e le carte autentiche del Pittore Felice Giani, precursore della scuola romantica.
Non è ben preciso il periodo in cui sorse il robusto edificio del castello.
I Visconti, quando governavano Tortona, nel 1300, ebbero contese le acque del Curone, del Grue e dello Scrivia. Si ritiene che in quel periodo abbiano costruito il fortilizio: il primo maniero che estendeva le sue mura fortificate fino alla parte superiore della collina. Fù costruito sul punto più alto del paese. Or non è molto, esistevano avanzi di mura massicce che ci porterebbero a pensare alla vestigia di costruzione dell'antico fortilizio.
Immediatamente sotto sussiste ancora qualche casupola, che, per il tipo di costruzione e disposizione, richiama alla mente le "dipendenze" come si aveva nell'epoca medioevale.
Nel 1300 S.Sebastiano esisteva, come una frazione nel Feudo Imperiale di Fabbrica.
Constava di pochi abitanti che curavano il commercio e traevano profitto dalle soste delle carovane; esercitavano la mercatura ed è facile, dato il posto di confine, che alcuni si dessero al contrabbando.
In fondo all'attuale Via Garibaldi e Via Piacentina, sorsero le prime casupole come posti di ristoro, con le stalle per i muli delle carovane: quelle provenienti da Piacenza si trovavano in sondo all'attuale Via Piacentina, e le carovane provenienti da Genova, in fondo a Via Garibaldi.
I due nuclei di abitazioni erano separati dalla elevazione di terreno su cui, in seguito, si sviluppò il centro abitato e sulla quale ora sono la piazza, il municipio e la chiesa parrocchiale.
Era assai frequentata la strada mulattiera che da Piacenza, per la VaI Tidone, giungeva in VaI Staffora e di qui, per S.Sebastiano, Rocchetta, Croce Fieschi, portava a Genova.
L'importanza di S.Sebastiano,come luogo di tappa sulla vecchia strada mulattiera, decadde a poco a poco con lo svilupparsi dei più rapidi mezzi di trasporto sulle strade di pianura più agevoli e sicure.
A San Sebastiano, oggi, rimane poco dei Visconti.
 
La Case del Principe
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Della signoria dei Doria, in S. Sebastiano Curone, rimangono ancora molte prove,sia nelle case, stemmi e altri documenti.
La cosiddetta "Casa del principe" era la dimora dei Doria, quando si recavano a visitare il feudo.
I locali, annota il Giani, erano ampi con soffitti a cassettoni di legno; esistevano, ancor non è molto tempo, un camino in pietra, lavorata con ai lati due cariatidi scolpiti in marmo, e un balcone di ferro battuto con lo stemma gentilizio.
Dai registri parrocchiali si può dedurre come fosse assai rara la presenza del principe nel feudo. Il Sac. Pantaleone Francischelli, parroco, dal 1712, riferisce: "Sin dall'anno 1755 essendo per la prima volta venuto in S.Sebastiano l'Ecc.mo Principe Doria padrone, assieme all'Ecc.ma Principessa e veduto l'altar maggiore della Chiesa apparato, disse che sarebbe stato meglio di marmo e che avrebbe concorso nella spesa; epperciò si pensò di farlo costruire di marmo, ciò che venne concordato nel 1758, per lire 1600 di Genova.
Nel 1759 furono condotti i marmi con libero passaggio ed esenti da dazio negli Stati di S.M. il re di Sardegna ed il primo Luglio fu posto in opera con la demolizione del vecchio".
"Nel 1757 a mezzo del Preposto della Chiesa Francischelli fu ottenuto in dono dalla Emin.za Cardinale Giorgio Doria, fratello del Principe, una reliquia con ossa di S.Sebastiano che fu unita a quella che si venerava fin dall' anno 1723 in apposito reliquiario". Dai registri della Confraternita dei Disciplinanti(i Banchi), risultano iscritte alla medesima, come Consorelle, l'Ecc.ma Prin.sa Teresa Landi, nell'anno 1727 e l'Ecc. ma Princ.sa D.a Maria Eleonora Caraffa d'aria l'Andi, con i relativi attestati rilasciati dal Sig. Priore.
Nei medesimi Registri si è rinvenuto questo documento:
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"M.ri Priore e Confratelli della Confraternita dei Disciplinanti.
La dimostrazione di afflizione da voi data ed i suffragi che avete celebrato per la Chiaris.ma memoria del sig. Principe, mio padre, con le espressioni avanzateci di attenzione e di attaccamento per la nostra persona e casa, meritano che da noi si conservi una riconoscente memoria e che intanto vi palesiamo delle medesime un pieno gradimento.
Avremo sempre per detta Confraternita propensione particolare e proviamo un vero gradimento in essere alla medesima ascritto, onde volentieri assecondiamo alla istanza che ce ne fate, nel mentre preghiamo il Signore vi feliciti.
"Roma, 30/3/1765.
"Andrea Doria Panfili"
 
Il Parroco Don Antonio Della Cella, nel suo Registro della Mensa Prepositurale, fa menzione della Padrona, Sua Altezza la Principessa Carignano Doria, che nell'anno 1773 il 25 settembre, con suo decreto speciale, fece la riduzione dei Censi frumentari.
Si deve osservare che l'Oratorio dei Disciplinanti, il quale porta sull'architrave della porta d'ingresso la data 1671, è contiguo alla Casa del Principe ed aveva comunicazione speciale per accedervi, la quale, chiusa in seguito, venne ultimamente riaperta a cura delle Suore di Don Orione, che abitavano nella detta ancora "Casa del Principe", ora in vendita.
Don Orione acquistò la cosiddetta "Casa del Principe" adattandola ad Asilo Infantile, a Laboratorio e a Ricreatorio, e trasformò la stanza ove si impartiva la giustizia in una Cappella Interna conservandovi il SS. Sacramento, fino a quando la Confraternita dei Disciplinanti concesse l'uso e la custodia dell'Oratorio attiguo, con un passaggio interno, la Cappella divenne poi il refettorio delle suore, e l'edificio fu denominato "Casa della Madonna delle Grazie".
 
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