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COSA VISITARE (In Costruzione)-
Pagina 3: I portali liguri
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Di un certo interesse e curiosità sono i PORTALI di San Sebastiano Curone (Alessandria), che richiamano quelli che caratterizzano l'architettura di Genova e di altre città della regione ligure.
Malgrado la rovina degli anni e le incaute distruzioni degli uomini, questi portali conservano ancora, magari sotto gli intonaci più o meno recenti, la loro primitiva semplicità e bellezza.
L'abitato di San Sebastiano presenta in genere un tipo di architettura con il fiero e abituale carattere medioevale, anche se la fondazione di questo borgo non è anteriore al sec. XIV.
L'unico Portale che si possa far risalire al 1400 almeno nella parte conservata del fregio, è quello che compone ancor oggi gran parte del portichetto davanti alla Chiesa parrocchiale.
Abbiamo accennato all'esistenza di una cappelletta, attorno alla quale sorse il nucleo abitato, contemporanea alla peste che colpì Genova nel sec. XV, quando la regione di San Sebastiano, essendo Feudo della Repubblica di Genova, ne fu infestata per l'emigrazione di persone contagiate.
Non sapremo ipotizzare altra soluzione. Forse da questa cappella deriverebbero i fregi del PORTALE della Chiesa Parrocchiale, incastonati più o meno bene ne! l'odierno portale, che, dopo successive e diverse variazioni, ha dovuto ancora subire in questi ultimi anni ulteriori lavori di consolidamento.
I Portali di San Sebastiano appartengono a quel filone dell'architettura rustica genovese, che ha nel suo sviluppo un tesoro di forme originalissime: arte naturalmente semplice e pratica, come l'ambiente in cui si sviluppava, non priva nella sua modestia di notevoli sfumature decorative. Non si può forse neppure stabilire una linea sicura di sviluppo nello svolgimento storico di questa architettura, della quale i PORTALI rappresentano una delle caratteristiche più salienti.
Tra i Portali di San Sebastiano certamente non si sente la mano sapiente dei maestri (Gaggini, Carlone) , ma piuttosto quella ingenua e spontanea degli artigiani che si limitano in massima parte ad ornamentazioni delle porte, degli architravi, e sovrapporte scolpite.
Nel volume del dottor Giani "Cronistoria del borgo di San Sebastiano" (Casale 1925) viene ricordato come San Sebastiano si uniformasse agli usi e costumanze della città di Genova sotto la Signoria dei Doria.
Per questo a San Sebastiano si vede, sulla mensola in pietra di alcune abitazioni, la sigla scolpita "IHS" come in Genova nella massima parte dei Palazzi nobiliari, specialmente nella parte antica della città, sul Palazzo Ducale, su quello dei Doria a Piazza Principe, e su Porta Pila, ora demolita.
Per chi avesse desiderio di conoscere l'origine, basterebbe ricordare che tal segnacolo fu promosso da San Bernardino da Siena, quando venne a predicare a Genova verso il 1400: l'usanza fu seguita da San Leonardo da Porto Maurizio nel secolo successivo, che si affermò nella divozione particolare del nome di Gesù contro la bestemmia.
Fu tanto il fervore della loro propaganda da indurre non solo la nobiltà, ma anche il Senato di Genova, a fregiare di tal simbolo i Palazzi privati e gli edifici pubblici, e la Porta della città che si intitolava a Maria Santissima.
Il Principe Doria, come lo aveva adottato nei suoi Palazzi, lo avrebbe adottato anche nei suoi domini; donde la ragione di vedere ancora la detta sigla scolpita sulla porta di casa Sarti, ora Gulminetti, e su quella del Sig. Ulderico Giani.
 
Ad ogni modo questi antichi portali rimangono un segno dei tempi, anche fuori da rigorosi schemi di arte e di architettura particolare.
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Una descrizione in ordine cronologico si potrebbe tentare elencando i Portali più importanti:
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sec. XV Fregio classico con ornamentazione e decorazione liturgica nel portichetto antistante la Chiesa Parrocchiale.
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1558 Risale a questa data il portale di casa Giani in Via Garibaldi, di cui è visibile ora l'architrave: è il più antico, di fattura primitiva ed elementare. Porta una scritta piena di fiducia: "In Domino confido"; un accenno di decorazione molto semplice e la data.
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1623 Nel cortile della ex casa Serravalle in Via Piacentina un grosso sasso è stato adattato ad architrave e piuttosto rozzamente lavorato: porta solamente la data in grossi caratteri, senza scritta o decorazioni.
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1632 Sovrapporta di casa Calvi in Corso Vittorio Emanuele II con accenno di decorazione; nome del proprietario: Giovanni Battista Serravalle e data.
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1642 Portale completo tipico genovese sulla casa Gulminetti in Via Piacentina. Stipiti e architrave in sasso con decorazioni, monogramma, data e nome del proprietario di allora: Francesco Rocca.
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1671 Portale in sasso con fregi e decorazioni della Chiesa dei Bianchi in Piazza Solferino, già annessa al Palazzo dei Principi Doria Pamphili Landi.
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1699 Sovrapporta in legno nella casa Mirabello in Vicolo Centrale: porta intagliata la scritta a. 1699 d. M. (anno 1699 del Mondo).
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1738 Portale in sasso della Chiesa della Trinità: è semplice ma completo di decorazioni che risentono di una mano esperta, come nel portale dell'Assunta dei Bianchi. L'esuberanza seicentesca della decorazione cede qui ad una nota sobria di eleganza che potremmo quasi chiamare classica.
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1750 Portale Mirabello, in Via Piacentina, semplice ma di spiccato gusto settecentesco, in sasso, con data.
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Di questo periodo, che varia tra il settecento e l'ottocento, sono anche altri Portali: quello dell'ex casa Veronese con un magnifico stemma in pietra con leoni rampanti; quello del Palazzo De Ferrari. Di periodo imprecisato, ma forse già del tardo ottocento, è il portale in cotto del vecchio Teatro Sociale in Via Piacentina.
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Purtroppo pochi sono questi Portali superstiti, e i pochi sembrano a volte anche mal tollerati dalle moderne costruzioni che li opprimono. Non contengono però solamente il gusto del vecchio e del ricordo: tradiscono la forza di una personalità che ha sentito il bisogno di esprimersi; sono un segno di una distinzione bonariamente ricercata, e denunciano un fervido amore per il bello. Vale la pena allora di segnalarli, e di evitarne la dispersione e la rovina.
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