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Di
un certo interesse e curiosità
sono i PORTALI di San Sebastiano Curone
(Alessandria), che richiamano quelli che
caratterizzano l'architettura di Genova
e di altre città della regione
ligure. |
Malgrado
la rovina degli anni e le incaute distruzioni
degli uomini, questi portali conservano
ancora, magari sotto gli intonaci più
o meno recenti, la loro primitiva semplicità
e bellezza. |
L'abitato
di San Sebastiano presenta in genere un
tipo di architettura con il fiero e abituale
carattere medioevale, anche se la fondazione
di questo borgo non è anteriore
al sec. XIV. |
L'unico
Portale che si possa far risalire al 1400
almeno nella parte conservata del fregio,
è quello che compone ancor oggi
gran parte del portichetto davanti alla
Chiesa parrocchiale. |
Abbiamo
accennato all'esistenza di una cappelletta,
attorno alla quale sorse il nucleo abitato,
contemporanea alla peste che colpì
Genova nel sec. XV, quando la regione
di San Sebastiano, essendo Feudo della
Repubblica di Genova, ne fu infestata
per l'emigrazione di persone contagiate.
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Non
sapremo ipotizzare altra soluzione. Forse
da questa cappella deriverebbero i fregi
del PORTALE della Chiesa Parrocchiale,
incastonati più o meno bene ne!
l'odierno portale, che, dopo successive
e diverse variazioni, ha dovuto ancora
subire in questi ultimi anni ulteriori
lavori di consolidamento. |
I
Portali di San Sebastiano appartengono
a quel filone dell'architettura rustica
genovese, che ha nel suo sviluppo un tesoro
di forme originalissime: arte naturalmente
semplice e pratica, come l'ambiente in
cui si sviluppava, non priva nella sua
modestia di notevoli sfumature decorative.
Non si può forse neppure stabilire
una linea sicura di sviluppo nello svolgimento
storico di questa architettura, della
quale i PORTALI rappresentano una delle
caratteristiche più salienti. |
Tra
i Portali di San Sebastiano certamente
non si sente la mano sapiente dei maestri
(Gaggini, Carlone) , ma piuttosto quella
ingenua e spontanea degli artigiani che
si limitano in massima parte ad ornamentazioni
delle porte, degli architravi, e sovrapporte
scolpite. |
Nel
volume del dottor Giani "Cronistoria
del borgo di San Sebastiano" (Casale
1925) viene ricordato come San Sebastiano
si uniformasse agli usi e costumanze della
città di Genova sotto la Signoria
dei Doria. |
Per
questo a San Sebastiano si vede, sulla
mensola in pietra di alcune abitazioni,
la sigla scolpita "IHS" come
in Genova nella massima parte dei Palazzi
nobiliari, specialmente nella parte antica
della città, sul Palazzo Ducale,
su quello dei Doria a Piazza Principe,
e su Porta Pila, ora demolita. |
Per
chi avesse desiderio di conoscere l'origine,
basterebbe ricordare che tal segnacolo
fu promosso da San Bernardino da Siena,
quando venne a predicare a Genova verso
il 1400: l'usanza fu seguita da San Leonardo
da Porto Maurizio nel secolo successivo,
che si affermò nella divozione
particolare del nome di Gesù contro
la bestemmia. |
Fu tanto il fervore della loro propaganda
da indurre non solo la nobiltà,
ma anche il Senato di Genova, a fregiare
di tal simbolo i Palazzi privati e gli
edifici pubblici, e la Porta della città
che si intitolava a Maria Santissima.
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Il Principe Doria, come lo aveva adottato
nei suoi Palazzi, lo avrebbe adottato
anche nei suoi domini; donde la ragione
di vedere ancora la detta sigla scolpita
sulla porta di casa Sarti, ora Gulminetti,
e su quella del Sig. Ulderico Giani.
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Ad
ogni modo questi antichi portali rimangono
un segno dei tempi, anche fuori da rigorosi
schemi di arte e di architettura particolare. |
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Una
descrizione in ordine cronologico si potrebbe
tentare elencando i Portali più
importanti: |
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sec. XV Fregio classico con ornamentazione
e decorazione liturgica nel portichetto
antistante la Chiesa Parrocchiale. |
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1558
Risale a questa data il portale di casa
Giani in Via Garibaldi, di cui è
visibile ora l'architrave: è il
più antico, di fattura primitiva
ed elementare. Porta una scritta piena
di fiducia: "In Domino confido";
un accenno di decorazione molto semplice
e la data. |
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1623
Nel cortile della ex casa Serravalle in
Via Piacentina un grosso sasso è
stato adattato ad architrave e piuttosto
rozzamente lavorato: porta solamente la
data in grossi caratteri, senza scritta
o decorazioni. |
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1632
Sovrapporta di casa Calvi in Corso Vittorio
Emanuele II con accenno di decorazione;
nome del proprietario: Giovanni Battista
Serravalle e data. |
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1642
Portale completo tipico genovese sulla
casa Gulminetti in Via Piacentina. Stipiti
e architrave in sasso con decorazioni,
monogramma, data e nome del proprietario
di allora: Francesco Rocca. |
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1671
Portale in sasso con fregi e decorazioni
della Chiesa dei Bianchi in Piazza Solferino,
già annessa al Palazzo dei Principi
Doria Pamphili Landi. |
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1699
Sovrapporta in legno nella casa Mirabello
in Vicolo Centrale: porta intagliata la
scritta a. 1699 d. M. (anno 1699 del Mondo).
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1738
Portale in sasso della Chiesa della Trinità:
è semplice ma completo di decorazioni
che risentono di una mano esperta, come
nel portale dell'Assunta dei Bianchi.
L'esuberanza seicentesca della decorazione
cede qui ad una nota sobria di eleganza
che potremmo quasi chiamare classica. |
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1750
Portale Mirabello, in Via Piacentina,
semplice ma di spiccato gusto settecentesco,
in sasso, con data. |
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Di
questo periodo, che varia tra il settecento
e l'ottocento, sono anche altri Portali:
quello dell'ex casa Veronese con un magnifico
stemma in pietra con leoni rampanti; quello
del Palazzo De Ferrari. Di periodo imprecisato,
ma forse già del tardo ottocento,
è il portale in cotto del vecchio
Teatro Sociale in Via Piacentina. |
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Purtroppo
pochi sono questi Portali superstiti,
e i pochi sembrano a volte anche mal tollerati
dalle moderne costruzioni che li opprimono.
Non contengono però solamente il
gusto del vecchio e del ricordo: tradiscono
la forza di una personalità che
ha sentito il bisogno di esprimersi; sono
un segno di una distinzione bonariamente
ricercata, e denunciano un fervido amore
per il bello. Vale la pena allora di segnalarli,
e di evitarne la dispersione e la rovina.
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